Vasectomia e gravidanza: essere genitori dopo la vasectomia

La vasectomia è il procedimento di sterilizzazione maschile che consiste nel tagliare o chiudere i vasi deferenti perché gli spermatozoi non possano unirsi al seme. L’operazione dura circa venti minuti, e si realizza sotto anestesia locale o totale. L’uomo continua a produrre spermatozoi, però li riassorbe; la sua efficacia non è immediata, sarà necessario eiaculare varie volte, per svuotare i propri condotti.

La decisione di sottoporsi a vasectomia non va presa alla leggera, poiché, quando un uomo decide di farla, dev’essere convinto del fatto che non vuole avere figli. Tuttavia, per varie circostanze della vita (una nuova coppia, un cambiamento nelle priorità, ecc.), può avvenire che un uomo voglia essere padre nonostante si sia sottoposto all’operazione.

Reversione della vasectomia e gravidanza

I passi avanti della medicina sono importanti, però, anche se il procedimento di reversione ha successo, non è sicuro che l’uomo potrà concepire un figlio. Esistono due tecniche chirurgiche per la reversione: l’epidimostomia e la vaso-vasostomia. Le due tecniche sono rivolte a che l’eiaculato contenga di nuovo spermatozoi.

– La vaso-vasostomia è la tecnica che si realizza con maggior frequenza, poiché la sua percentuale di successo è maggiore: si tagliano ed uniscono condotti differenti, in un’operazione di circa due ore. La probabilità di ottenere una gravidanza dopo una vaso-vasostomia è di circa il 64%.

– La vaso-epididimostomia è più complessa, e viene realizzata se la vaso-vasostomia non ha avuto successo, a volte a causa del fatto che vari condotti sono bloccati. La durata dell’operazione è maggiore (cinque ore) e, in questo caso, la probabilità di una gravidanza nel futuro è un poco inferiore, circa il 40%.

Paternità e sterilizzazione

Gravidanza mediante tecniche di riproduzione assitita

Per tutti quegli uomini che non vogliono più sottoporsi ad operazione chirurgica, esistono altre due opzioni di riproduzione assistita:

Aspirazione testicolare di sperma: è una tecnica che si realizza in sala operatoria, in cui lo sperma è estratto dall’epididimo dei testicoli. In seguito, in laboratorio, si cercano gli spermatozoi e si microiniettano negli ovuli, uno ad uno mediante ICSI, perché li fecondino. Gli embrioni utilizzabili potranno venir trasferiti all’utero della partner.

Questa tecnica è ampiamente utilizzata, e la probabilità di ottenere una gravidanza è tra il 33 e il 40%. Inoltre, è opportuno sottolineare che, con questa tecnica, si evita la realizzazione di un’altra vasectomia, una volta nato il bambino, e si guadagna un tempo cruciale, nel caso in cui la donna sia in età avanzata (un dato importantissimo per le percentuali di gravidanza).

Banca del seme: se, prima di essersi sottoposto a vasectomia, lo sperma dell’uomo è stato congelato, questo potrebbe venir utilizzato per la gravidanza della partner, tramite inseminazione artificiale (IA) o fecondazione in vitro (IVF), a seconda della qualità del seme.

Vasectomia e paternità

Se le tecniche chirurgiche e di riproduzione assistita non dovessero avere successo, potrebbe altresì venir impiegato il seme di un donatore (IAD), come ultima opzione per quelle coppie che vogliano avere un figlio.

Come ogni operazione di vasectomia, anche la reversione prevede dei rischi: queste opearazioni, come quelle di riproduzione assistita, hanno un costo ed una certa durata; per questo motivo, bisogna prendere la decisione con coscienza, dopo essere stati informati adeguatamente, prima della vasectomia o della reversione.

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