Trasferimento di embrioni

Le tecniche di riproduzione assistita che implicano che si effettui la fecondazione all’esterno del corpo della donna, come nel caso dell’IVF o dell’ICSI, richiedono in seguito il trasferimento di embrioni, che verranno introdotti nell’utero.

Una volta realizzata la fecondazione, si effettua il coltivo degli embrioni e si valuta la loro qualità: i migliori verrano trasferiti. Per legge, il massimo numero di embrioni trasferibili è 3, anche se le cliniche di solito raccomandano alla paziente che faccia trasferire un solo embrione, al massimo due, per ridurre le probabilità di gravidanza multipla.

Processo

Il trasferimento di embrioni è una tecnica semplice, in cui si depositano gli embrioni nell’utero materno; dura pochi minuti.

Si effettua mediante un catetere molto sottile, in cui vengono depositati gli embrioni selezionati; questo viene poi introdotto per via vaginale fino all’utero.

Lì vengono lentamente depositati gli embrioni, per poi ritirare poco a poco il catetere dalla cavità uterina. Questa tecnica è completamente indolore, non richiede alcuna anestesia e la paziente è dimessa dopo essere rimasta sdraiata a riposo 20 minuti.

Deposizione embrionaria nel trasferimento

Il trasferimento si realizza, generalmente, due o tre giorni dopo la puntura ovarica, o anche cinque giorni dopo. Esiste un articolo in merito, “Trasferimento di embrioni, il terzo o il quinto giorno?“.

In funzione del trattamento impiegato per la stimolazione controllata dell’ovaio, serà necessario prescrivere progesterone alla donna a partire dalla realizzazione della puntura ovarica.

Il progesterone migliora la ricettività dell’endometrio e l’impianto dell’embrione.

Una o due settimane dopo la trasferenza embrionaria, si effettua un test di gravidanza, nel caso non ci sia stata la mestruazione.

trasferimento: scegliere gli embrioni

Embrioni non trasferiti

Si realizza il trasferimento con gli embrioni che l’embriologo considera ottimi, però è possibile che esistano più embrioni di buona qualità, che verranno vitrificati, perché si conservino durante un tempo indefinito.

Se è avvenuta la gravidanza e, dopo qualche tempo, la donna desidera avere un altro figlio, possono essere utilizzati questi embrioni criopreservati, in modo che non sia necessario preparare nuovamente la stimolazione ovarica, né raccogliere il seme: verrà semplicemente somministrato un farmaco che prepari l’endometrio della donna, e si realizza il trasferimento. In questo modo, si riducono i rischi e si risparmia sui costi.

Nel caso in cui, in un primo momento, non sia avvenuta la gravidanza, questi embrioni preservati verranno immediatamente riutilizzati come nel caso precedente.

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