Tipi di aborto spontaneo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera aborto spontaneo la conclusione spontanea o provocata di una gestazione prima della ventesima settiamana di gravidanza, sempre contando dal primo giorno dell’ultima mestruazione normale, e quando il feto non è in grado di vivere fuori dal ventre materno.

Il problema è che il termine vitalità fetale continua a variare con il tempo e, anche se è conveniente considerarlo a partire da feti di 500 g, si è riusciti a portare avanti alcuni casi eccezzionali con meno peso. Così quindi si è soliti considerare come aborto le perdite gestazionali che si verificano prima della ventesima settimana di gravidanza, o in feti che pesano meno di 500 g.

Esiste una certa controversia in quanto alla nomenclatura da utilizzare nei casi di perdite gestazionali che avvengono tra la ventesima e la ventiquattresima settimana di gestazione, poichè, mentre alcuni li considerano come parti immaturi, altri estendono il termine aborto fino alla ventiquattresima settimana, dato che questo è più adeguato al limite attuale di vitalità fetale. I parti che si verificano a partire dalla venticinquesima settimana di gravidanza sono catalogati da tutti come parti immaturi pretermine.

Classificazione aborto spontaneo

È stato calcolato che fino a a un 65% delle gravidanze terminano con una perdita subclinica, dovuto al fatto che si tratta di gravidanze formatesi incorrettamente a causa di difetti iniziali dello spermatozoo o dell’ovocito, divisioni cellulari anormali dopo la fecondazione o alterazioni nell’impianazione. Queste perdite subcliniche passano inosservate poichè si verficano prima che la donna si renda conto di essere incinta.

Circa il 15% delle gravidanze cliniche, una volta fatto il test di gravidanza sanguineo, terminano con un aborto spontaneo. La maggior parte di questi avvengono nelle prime 12 settimane di gestazione.

Gli aborti possono essere divisi in vari gruppi, in funzione di vari fattori: frequenza, età gestionale, apparenza ecografica del sacco gestazionale o, tra gli altri, maturità del feto.

Tipi di aborto secondo la frequenza

  • Aborto sporadico: si presenta in maniera isolata.
  • Aborto abituale (aborto ripetuto o perdite gestazionali ricorrenti): quando una donna presenta tre o più aborti spontanei consecutivi o aobrto iterativo (quando ci sono tre o più aborti spontanei precedenti non consecutivi).

 Categorie dell'aborto spontaneo

Tipi di aborto secondo l’età gestazionale

  • Perdite gestazionali subcliniche: avvengono normalemente nell’impiantazione e, per tanto, non vengono percepiti, verificandosi prima che la donna sappia di essere incinta (possono essere interpretati come semplici ritardi mestruali.
  • Aborti clinici: Sono quelli riconoscibili, ovvero, si verificano dopo un test postitivo di gravidanza. All’interno di questa tipologia distinguiamo:
  • Aborti precoci: si verificano fino alla dodicesima settimana di gravidanza. Gli aborti precoci più frequenti avvengono soprattutto prima della decima settimana.
  • Aborti taridvi: avvengono successivamente alla dodicesima settimana (tra la tredicesima e la ventesima settimana di gestazione).

Tipi di aborti secondo l’apparenza ecografica del sacco gestazionale

  • Sacco anembrionico (uovo vuoto: si osserva un saccl gestazionale vuoto (senza embrione all’interno) a causa di un arresto molto precoce dello sviluppo. L’uovo vuoto ha, nell’80% dei casi, una causa genetica.
  • Sacco embrionico (gestazioni detenute): sarà possibile visualizzare un embrione senza battito cardiaco, a causa di una arresto più tardivo del suo sviluppo. L’aborto embrionico ha cause multiple. C’è una forte probabilità (70%-85%) che si presenti lo stesso tipo di aborto in caso di aborti successivi.

Tipi di aborti spontanei

Tipi di aborti secondo la varietà clinica

  • Aborto completo o consumato: quando, dopo la morte fetale, tutti i prodotti del concepimento sono stati espulsi dall’utero, non vi è più dolore, il sanguinamento è scarso e il collo uterino si è nuovamente chiuso. Solitamente non richiede alcun trattamento.
  • Aborto incompleto: quando non si espelle del tutto il contenuto dell’utero dopo la morte fetale. Richiede un trattamento medico per eliminare i resti che potrebbere essere rimasti ed evitare così emorragie o infezioni, che implicano un vero rischio per la madre. Un aborto incompleto potrebbe diventare un aborto settico se si infettasse il tessuto fetale o della placenta che rimane nell’utero.
  • Aborto differito o ritenuto: quando muore l’embrione ma la donna non riesce ad eliminare il sacco gestazionale per varie settimane o mesi. Avviene normalmente tra l’ottava e la dodicesima settimana di gestazione, i sintomi della gravidanza scompaiono poco a poco, l’utero arresta la sua crescita e i test di gravidanza diventano negativi circa 10 giorni dopo la morte fetale. Richiede un trattamento (raschiamento) per eliminare il contenuto dell’utero.
  • Aborto per embrione detenuto: quando l’aborto è tanto precoce che l’ovulo è stato fecondato, ma il tessuto fetale definito non è riuscito a formarsi. Non necessita alcun trattamento e viene rimosso con la mestruazione, passando, la maggior parte delle volte, inosservato.

Soffrire di un aborto spontaneo è una cosa normale, sempre che non si abbia sofferto di tre aborti consecutivi. La cosa più importante è sapere cosa fare in caso di aver subito un aborto spontaneo e, soprattutto quali sono i fattori di rischio per soffrire di un aborto, in modo da minimizzarli al massimo.

1 Commento

  1. Ciao, sono Celia e ho già avuto tre aborti spontanei, ma la verità è che desidero avere un altro figlio, ho già un figlio, nato dopo una gravidanza spettacolare, senza nessun problema, le altre non hanno superato i due mesi e sono molto dispiaciuta perchè desidero davvero unaltro bimbo. Qualcuno mi può aiutare?

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