Sintomi dopo un trasferimento embrionario

Il trasferimento embrionario è un procedimento semplice ed indolore, che consiste nel deporre l’embrione, o gli embrioni (massimo 3), nell’utero della futura madre.

Nel momento di effettuare il trasferimento, è molto importante presentarsi in clinica con la vescica quasi piena, per favorire la visione guidata, mediante ecografia, della cannula di trasferimento.

Sintomi post-transferimento embrionario

Il processo d’IVF o d’ICSI richiede che la donna venga sottoposta ad un trattamento ormonale, che può causare sintomi simili a quelli di una gravidanza, anche se la donna non risulta incinta. I principali sono:

    • Flusso vaginale abbondante: appare di solito durante i primi tre giorni dopo il trasferimento embrionario, a causa del livello ormonale e del progesterone per via vaginale. Questo flusso può avere tracce di sangue più o meno oscuro.

 

  • Cambiamenti nel seno: nei giorni successivi al trasferimento, è normale notare il seno un pochino più sodo del normale, gonfio e delicato, oltre a sentire un formicolio nei capezzoli e vedere che le aureole sono diventate più scure.

Cambi nel seno dopo il trasferimento embrionario

    • Affaticamento: è dovuto ad un aumento dell’ormone progesterone, che, in una gravidanza naturale, aumenta di concentrazione per mantenere il rivestimento dell’utero, dove di fatto s’impianta l’embrione. In questo modo, le pazienti sottoposte ad un trasferimento embrionario dopo un’IVF o un’ICSI devono assumere un supplemento di progesterone, per mantenere questo rivestimento. In questo caso, non sapremo se una paziente si senta affaticata per la gravidanza in sé, o per il supplemento di questo ormone.

 

    • Nausee: sono prodotte dall’incremento ormonale all’interno del corpo della donna. E’ il classico sintomo di una gravidanza, anche se non tutte le donne lo sperimentano.

 

    • Necessità di urinare con frequenza: ê dovuto all’ormone hCG; molte donne in trattamento di fecondazione assumono, mediante iniezione, stimoli di hCG dopo il trasferimento, per supportare la gravidanza, se è avvenuta. Non si potrà in questo modo sapere se l’aumento urinario sia dovuto alla gravidanza reale o alle iniezioni extra.

 

  • Assenza di mestruazione: dopo un trasferimento embrionario, una paziente deve aspettare circa 14 giorni perché, nel caso, il suo ciclo arrivi.

In modo meno frequente, e senza troppa importanza, possono apparire insonnia, perdita dell’appetito, stipsi, gonfiore nel ventre, crampi verso la zona dell’inguine, ecc. Nel caso in cui questi sintomi impediscano alla paziente di avere una vita normale, sarà opportuno consultare un medico per trattarli adeguatamente.

Sintomi post-trasferimento

Quando consultare il medico dopo un trasferimento

Dopo un trasferimento di embrioni, sarà opportuno recarsi al centro di riproduzione nei casi in cui:

    • Appaia un sanguinamento abbondante, simile ad una mestruazione, prima dei 14 giorni, soprattutto nel caso di embrioni congelati. E’ importante non confonderlo con il sanguinamento di impianto

 

    • Si soffra di un dolore acuto e persistente all’addome.

 

  • Peggiori lo stato generale, con dolore, cefalee, febbre, o altri sintomi propri del malessere o anormali nel tuo organismo.

Alla visita al centro di riproduzione si realizzeranno delle prove pertinenti per determinare la causa di questi sintomi inusuali dopo il trasferimento e poter dare la migliore soluzione mediante il trattamento più adeguato.

1 Commento

  1. Buongiorno a tutti, mi chiamo Francesca e ho da poco subito un trasferimento embrionario. È possibile che nonostante siano passati i canonici 14 giorni, mi debba ancora tornare il ciclo? Se qualcuno sa qualcosa in più a riguardo sarebbe fantastico!

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