Legatura delle trombe e gravidanza

Le trombe di Falloppio sono condotti muscolari che collegano le ovaie all’utero; le donne ne hanno due, una per ogni ovaio. La loro lunghezza oscilla tra i 10 e i 14 cm, e il loro diametro è di 3 mm. Attorno all’ovaio, la tromba forma una struttura simile ad un imbuto: in questo modo, viene facilitata la ricezione del’ovulo durante l’ovulazione.

La legatura delle trombe consiste nell’impedire, mediante chirurgia, il passaggio degli spermatozoi verso la zona della tromba di Falloppio, dove avviene la fecondazione dell’ovulo. Durante il procedimento, la tromba può venire sezionata, tagliata, legata o cauterizzata. L’idea è che, una volta sezionate le estremità della tromba, si assicuri mediante sutura che non si uniscano nuovamente: in questo modo, aumenta l’efficacia anticoncezionale dell’intervento.

Legatura delle trombe e gravidanza

Il metodo anticoncezionale è ideale per quelle donne che hanno avuto figli e decidono di non averne più; in seguito, per diverse ragioni della vita (la morte di un figlio, la morte del marito, un nuovo matrimonio…), queste donne possono cambiare idea e decidere che vogliono essere madri di nuovo. Per questo motivo, scelgono che venga loro praticata un’operazione di reversione della legatura delle trombe, o utilizzano tecniche di riproduzione assistita.

Reversione della legatura delle trombe

Quando una donna desidera restare incinta di nuovo, si raccomanda che consideri la chirurgia di reversione come metodo addizionale alla fertilizzazione in vitro (IVF). Anche se la riparazione della tromba è tecnicamente possibile, bisogna tenere presente l’esistenza di molti inconvenienti: ne va recuperata tanto la permeabilità quanto la motilità. Nel caso di donne giovani, con meno di 38 anni, è consigliabile, soprattutto in coloro che vorranno più di una gravidanza in futuro.

Prima del procedimento di reversione, che si effettua mediante microchirurgia, si pratica una laparoscopia, per determinare se le trombe potranno essere ricanalizzate, poiché è necessario che le estremità rimaste dopo la legatura siano di almeno 6 cm.

Quest’operazione è più complicata che la legatura in sè, poiché avviene mediante microchirurgia delle trombe o plastica tubarica, ed è ben più lunga, più sofisticata e più complessa: se l’operazione di legatura dura circa cinque minuti, la ricanalizzazione può durare fino a due ore.

Il successo dell’operazione di reversione è di solito del 70%, con migliori risultati dopo l’occlusione meccanica che dopo l’elettrocoagulazione, perché quest’ultima distrugge una parte maggiore della tromba. Secondo diversi studi, con le tecniche di microchirurgia moderna, la gravidanza ha luogo circa nel 75% dei casi, con un 32% di gravidanze ectopiche, soprattutto in casi di cauterizzazione bipolare, a causa della formazione di fistole.

Annullare la legatura delle trombe

Come restare incinta dopo la legatura delle trombe?

Prima di effettuare qualunque passo, è necessario in primo luogo realizzare uno studio di fertilità della coppia; nel caso di una donna che ha già avuto figli, l’analisi si semplifica notevolmente.

Tra le altre cose, nello studio verranno effettuati:

  • Un registro della temperatura basale degli ultimi mesi, per sapere se l’ovulazione ha luogo.
  • Analisi del sangue, in cui si osserveranno FSH, LH ed estradiol. In questo modo, è possibile escludere alterazioni ormonali, e si conosce la capacità delle ovaie di produrre ovuli.
  • Nel caso dell’uomo, un seminogramma. Non serve a nulla che la donna sia fertile, se i valori del partner sono deficienti. Questa prova è particolarmente indicata per quegli uomini che non abbiano ancora avuto figli.

A seconda dei risultati, gli specialisti raccomanderanno il trattamento più adeguato per la paziente in questione, e, grazie alle tecniche di riproduzione assistita, ci sono possibilità di rimanere incinta.

Restare incinta dopo una legatura delle trombe

Nel caso in cui la capacità della donna di produrre ovuli sia deteriorata, o la qualità del seme dell’uomo sia scarsa o di bassa qualità, o, ancora, che vengano diagnosticate certe patologie, la tecnica raccomandata sarebbe la fecondazione in vitro.

La fecondazione in vitro (IVF) non avviene più in modo naturale, bensì in laboratorio. Bisogna scegliere il centro che ci garantisce che siamo in buone mani, con tecnologie sofisticate, metodi rigorosi ed un controllo costante.

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