La gravidanza

La gravidanza è un processo attraverso il quale si crea e si sviluppa un embrione nell’utero della donna.

La gestazione inzia con l’impiantazione, uniti l’ovulo e lo spermatozoo nelle tube di Falloppio, l’embrione scende dalle tube fino all’utero. Tra il quinto e il settimo giorno l’embrione si trova in stato di blastocisti ed è in questo momento che si impianta, si introduce nell’endometrio e resterà in questa zona crescendo fino al momento della nascita, approssimatamente nella 40sima settimana dopo la fecondazione.

Durante questo tempo, la donna affronta molti cambiamenti, sia fisici che emotivi, che non ha vissuto prima. Come è noto, il seno si ingrandisce in maniera progressiva dal primo mese, poichè, quando nascerà il bambino, dovrà alimentarsi con il latte che la madre produce dal seno. Inoltre si ammorbidisce il collo dell’utero, si crea il cordone ombelicale, la placenta e tutto il necessario all’interno del ventre della donna, per fornire tutte le condizioni necessarie alla gestazione.

Come dicevamo, è logico che con il cambiamento ormonale che si subisce, si sperimentino anche squilibri emotivi. Forse maggiore sensibilità e preoccupazione. A questo bisogna sommare i classici disturbi come le nausee e il gonfiore, non solo della pancia, ma anche dei piedi, delle gambe e del corpo in generale, specialmente negli ultimi mesi, quando più avanzato è il processo, più il bambino pesa.

È importante anche mantenere una dieta equilibrata e ricca di sostanze nutritive, dato che si inizia a mangiare per due, poichè l’embrione si alimenta direttamente attraverso il cibo della madre. Attenzione anche all’esercizio fisico, bisogna limitare le posizioni e gli sfrozi. In questo articolo cercheremo di specificare tutte queste questioni nei rispettivi paragrafi.

La gravidanza mese per mese: sviluppo del feto

Una gravidanza è un processo relativamente lungo nel quale la donna e il feto subiscono cambiamenti importanti durante l’evoluzione di questo processo. Non solo i cambiamenti fisici che possiamo facilmente osservare nelle donne incinta, ma anche lo stato spirituale, le emozioni e le percezioni, così come altri sintomi non visibili, incidono sulla donna incinta e sul nascituro.

Nelle prime settimane il bambino inizia a sviluppare il gusto e a deglutire, processo che più avanti gli permetterà di ingoiare e, una volta nato, digerire da solo. Questo processo si può prolungare durante i due primi mesi, circa 10 settimane.

Più tardi, intorno al terzo mese, il feto svilupperà il processo respiratorio. Inizierà a realizzare i movimenti necessari per l’inalazione di ossigeno e l’espulsione di biossido di carbonio, anche se non lo farà definitivamente in maniera autonoma fino a quando non vedrà la luce.

Inizierà a succhiare durante la 24sima settimana. Ciò è di vitale importanza, dato che dovrà esserne in grado una volta nato per poter alimentarsi durante i primi mesi, incluso anni, della sua vita. Senza la suzione sarà difficile estrarre il latte materno, anche se oggi giorno esistono modi per farlo in maniera artificiale e il bambino sostituisce il petto della madre con il biberòn. Questa sarà una decisione personale di ogni donna, o, eventualmente, consiglio del dottore o della dottoressa che la assiste nella salute post-parto.

Sarà durante il settimo mese il momento in cui il bambino inizierà a distinguere i suoni. Un momento davvero emotivo, dato che sarà in grado di distinguere sua madre dal resto delle voci e iniziare a ricevere stimoli che saranno parte della sua vita giornaliera una volta nato. Voci di familiari, musica, televisione, ecc. Qualsiasi suono in questa fase stimolerà il futuro bambino.

È quasi già in grado di percepire qualsiasi sensazione e, raggiunta la 28sima settimana, lo stesso accadrà con la luce. Per consultarte in maniera piè breve e schematica tutti questi passi dell’evoluzione del feto, guarda l’articolo “Sviluppo del feto”.

Ecografie del feto

L’ecografia è una tecnica di diagnosi per immagine basata sull’emissione di ultrasuoni attraverso una sonda. Gli ultrasuoni penetrano nella pelle (per facilitare questo processo si utilizza un gel acquoso) e permettono di arrivare a vedere il feto, che viene riflesso nell’ecografo.

Questo è uno dei test più importanti durante la gravidanza e al quale bisonga sottoporsi periodicamente per assicurarsi che tutto stia proseguendo correttamente e che il feto stia evolvendo normalmente.

Ci sono due modi di relaizzare le ecografie, per questo le distinguiamo in due diversi tipi; l’ecograifa transvaginale e l’ecografia addominale. La prima viene effettuata durante il primo trimestre di gestazione, e anche se risulta più festidiosa per la donna, permette di ottenere immagini più dettagliate di quella addominale. La seconda si realizza durante gli ultimi trimestri di gravidanza e, dato che è più difficile ottenere immagini buone, si consiglia solitamente di recarsi alla visita con la vescica piena, per avere maggiore chiarezza nei risultati dell’ecografia.

Grazie a questi test si può sapere il sesso del bambino prima che nasca, la posizione in cui si trova il feto, la quantità di liquido amniotico, la valutazione della placenta, esaminare le anomalie morfologiche, ecc.

Emozioni

Durante la gravidanza sono molti i cambiamenti chi si affrontano, specialmente nelle donne, a causa dei disordini ormonali di cui soffrono e ai quali non sono abituate. Tra gli altri sentimenti, se sei incinta, può variare l’autostima, il desiderio sessualem, l’energia, o semplicamente avere paura di non sapere come affrontare la nuova vita che ti aspetta una volta nato il bambino.

I primi sintomi appaiono nel primo trimestre di gravidanza con frequenti cambiamenti di umore. È possibile che arriverai anche a domandarti se vuoi realmente essere madre e, successivamente, passerai ad un momento di piena felicità per essere incinta. Questo è molto più comune di quanto si possa credere, per cui non devi spaventarti quando ti invadono questi pensieri.

Nel secondo semestre sei già più cosciente della situazione, puoi senitre la presenza di tuo figlio e sei più tranquilla. Ora l’unica cosa che ti interessa è il benessere del tuo futuro figlio. Questo può condurti ad uno stato di preoccupazione eccessivo che ti porta ad avere ansia. Sarà difficile riuscire ad evitare questa situazione.

A partire da ora il tuo corpo si sta gonfiando e la tua pancia è grande, quindi è facile che possa già sentirti poco sexi o attraente. Non farlo: la gravidanza può portarti via il tuo lato più femminile. Cerca di mantenere ben alta la tua autostima, è importante per trovare la stabilità all’interno dello squilibrio ormonale in cui ti trovi. Consulta dettagliatamente tutti questi sintomi nell’articolo “Emozioni durante la gravidanza“.

Per quanto riguarda il futuro papà, è normale essere spaventati. Essere padri è qualcosa che cambia la vita, pertanto è più che comprensibile che ti preoccupi e che provi una certa incertezza per non sapere se sarai all’altezza nelle nuove circostanze. Bisogna provare a mantenere la fiducia in se stessi e prepararsi psicologicamente. Inoltre è necessario appoggiare la donna, dato che le sue emozioni si moltiplicano in relazione con quelle del papà. Insieme sarà più facile trovare un equilibrio. Puoi consultare le “Emozioni del futuro padre” in questo articolo.

Sintomi di gravidanza: alleviare le nausee

Le nausee durante il primo periodo di gravidanza sono abbastanza frequenti, per questo esistono rimedi naturali per alleviarle, senza dover ricorrere a farmaci, dato che durante la gestazione è piu`importante che mai controllare i medicinali ed evitarli, sempre che sia possibile.

Anche se le nausee sono uno dei sintomi più conosciuti e comuni tra le donne incinta, ce ne sono anche altri che hanno a che vedere con i cambiamenti fisici ed emotivi che il corpo della donna subisce.

Rispetto ai cambiamenti fisici, è ovvio che il tuo corpo aumenti considerevolmente di peso, specialmente negli ultimi mesi. Questo fa sì che ti senta gonfia, che ti si carichi la schiena, che perdi mobilità e agilità. Non potrai più fare certi movimenti, come per esempio, piegarti per raccogliere qualcosa. Ti abituerai a tutti questi disturbi. Devi stare rilassate e riposare spesso, senza fare grandi sforzi.

In quanto all’instabilità emotiva, è dovuta ai cambiamenti ormonali che sta subendo. Cerca di controllarti emotivamente, ma non soffrirne se non ci riesci. Pensa che è una cosa comune a tutte le donne incinta e, pertanto, non devi sentirti male per questo.

Durante l’intera durata dei 9 mesi, i sintomi cambieranno a seconda del mese in cui di trovi, della tua dieta, dell’attvità fisica, del peso che stai prendendo, ecc. Molti fattori influiscono in questa evoluzione, quindi non sempre potrai avere il controllo assoluto del tuo stato. Indipendentemente da ciò, ti consigliamo ti leggere gli articoli nominati anteriormente e di cercare di seguire i programmi adeguati per preseguire la tua gravidanza nel miglior modo possibile, rendendola il più gradevole possibile.

Dieta

Durante la gravidanza è importante nutrirsi bene; una dieta variata ed equilibrata fornirà all’essere umano che si sta formando tutti gli elementi nutritivi essenziali per crescere. Sono specialmente consigliati il latte e la maggior parte dei latticini, come il kefir, e così anche i vegetali.

Naturalmente si consiglia anche una dieta ricca di vitamine e calcio. Il calcio è imoprtante per una buona formazione dello scheletro del bambino. Esistono anche studi che assicurano che il consumo di pesce durante la gravidanza apporta benifici alla futura intelligenza del nascituro.

Gli alimenti meno indicati in questo stato sono i fritti e quelli ricchi di grassi. Come nella maggior parte delle situazioni in cui si raccomanda un’alimentazione salutare.

Rapporti di coppia

Il desiderio sessuale durante la gravidanza varia tanto negli uomini come nelle donne, ma, oltre a questo fattore, bisogna tenere conto del momento di gestazione nel quali ci si trova e, prima di tutto, usuare il buon senso.

Esistono molti miti sul perchè non si debbano avere rapporti durante la gravidaza e, nella maggior parte dei casi, sono tutti falsi. Quello che è certo, è che i rapporti sessuali non danneggiano in nessun modo il bambino e la madre, quindi, a meno che non venga specificato dal medico, può praticare sesso senza alcun tipo di problema. Il bambino sarà protetto dall’addome della madre e dal liquido della matrice, che funge da amortizzatore per qualsiasi possibile colpo.

I casi concreti in cui gli specialisti sono soliti sconsigliare i rapporti di coppia, sono quelli in cui la donna presenta qualche complicazione come: precedenti o rischio di aborto spontaneo, antecedenti o rischio di parto prematuro, sanguinamento, perdita di liquido amniotico, placenta basa che copre il collo dell’utero, incompetenza del collo dell’utero. Non si raccomanda inoltre praticare attivamente questo tipo di rapporti nel caso in cui ci sia quale tipo di infezione a trasmissione sessuale.

Il desiderio sessuale è dovuto ai cambiamenti ormonali, motivo per cui anche questo cambia. In base ad ogni specifico caso può cambiare la pulsione sessuale. Ci sono donne alle quali la gravidanza genera una maggiore voglia di avere rapporti con il suo partner, mentre ci sono donne alle quali accade l’esatto contrario. Anche se, la cosa più normale, è che durante il periodo di gestazione, queste voglie cambino, passando con facilità da un estremo all’altro. Questo è normale, quindi se ci si identifica con questa situazione non c’è da preoccuparsi, non è sicurmante l’unica alla quale sta accadendo.

Esercizio fisico

Durante la gravidanza viene consigliato l’esercizio fisico, facendo però attenzione al momento di gestazione in cui si trova la donna. Logicamente, più avanzata sarà la gravidanza, tanto più regolari e e contrallati dovranno essere gli esercizi effettuati dalla futura mamma.

Si raccomanda che gli esercizi siano aerobici e di moderata intesità evitando competizioni, intensità molto elevate
o che implichino bruschi cambiamenti. Il tempo di durata degli esercizi dovrebbe essere di 15 minuti. A partire da questo tempo potrebbe aumentare la temperatura corporea più del dovuto o venirti a mancare troppo ossigeno.

Nel caso del nuoto, del ciclismo o del camminare, i può prolungare tra i 20 e i 40 minuti, sempre che continui con un intesità delicata o media. Questi sono i tre esercizi più raccomandati durante la gestazione. Non si raccomandano sport che richiedano movimenti ampi, come per esempio il tennis o il badminton.

Il rilassamento, la flessibilità e la forza muscolare sono le qualità sulle quali si deve lavorare di più, specialmente negli ultimi mesi di gravidanza, poichè saranno di grande aiuto nel momento del parto e faciliteranno molto la situazione.

La cosa migliore è cercare un istruttore personale o un’altra figura professionale, in grado di consigliarci e portare a termine il nostro caso in maniera individuale, perche, come possiamo vedere, esistono un’infinità di consigli e avvertenze che possono variare in funzione di ogni specifico caso.

Cancro e fertilità

Il cancro e, più concretamente, i suoi trattamenti, possono influire nel ciclo naturale dell’ovulazione, producendo in maniera temporanea o, in alcuni casi, permanentemente, l’infertilità. Questa preoccupazione per le donne che hanno sofferto di questa malattia e vogliono essere madri, ha fatto sì che si sviluppassero tecniche come il congelamento di ovuli o di parte del tessuto ovarico.

Esistono varie tecniche e procedimenti per fare in modo che una donna, nonostante il cancro, possa in futuro essere madre. L’estrazione e il congelamento di ovuli è una di queste, un’altra è l’estrazione e il congelamento di parte del tessuto ovarico. La prima di queste si effettua prima che la donna si sottoponga al trattamento contro il cancro (chemio o radioterapia), per potersi sottoporre successivamente alla tecnica di riproduzione assistita, fecondazione in vitro. La seconda tra queste prevede l’estrazione del tessuto prima del trattamento e il suo congelamento, per essere successivamente reimpiantato.

Queste sono tecniche preventive, per evitare che i trattamenti del cancro, come sono la chemioterapia o la radioterapia, finiscano per interferire nel ciclo ovarico portando all’infertilità, che sia temporanea o permanente. Anche se, chiaramente, questo processo deve essere consultato con il medico, prima di fare qualsiasi passo.

Gli studi riguardanti questo tipo di tecniche si effettuarono in relazione all’allarmante aumento di casi di cancro in donne molto giovani, che non hanno ancora preso in considerazione la maternità, oppure in donne di età più avanzata che, per diversi motivi, hanno rimandato la maternità.

Fumare durante la gravidanza

Irritabilità, tremori e alterzioni del sonno. Questi sono i sintomi più comuni nei bambini che, durante la loro fase di gestazione, sono stati esposti alla nicotina, a causa della dipendenza della loro madre al tabacco. Possono anche manifestarsi carenze comportamentali, un minor coefficiente di intelligenza e disturbi di mancanza di attenzione e iperattività.

Questi dati sono conclusioni estrapolate da uno studio che si effettuò con 33 neonati, nati da madri fumatrici, per mano del Dottor Óscar García-Algar, del Reparto di Pediatria del Hospital del Mar di Barcellona. Alla nascita, il bambino rompe i collegamenti con il cordone ombelicale di sua madre, smettendo di essere esposto alla nictotina che questa consumava. Questra sidrome di astinenza inizia a manifestarsi tra le 24 e le 48 ore dopo il parto. Anche se gli effetti possono essere gli stessi nel momento in cui il bambino riceve la nicotina attraverso l’allattamento.

Secondo il Dottor Juan Antonio Riesco, coordinatore dell’Area Tabagismo di SEPAR (Società Spagnola di Pneumologia e Chirurgia Toracica), l’80% dei casi di morte neonatale sono dovuti dal fumo passivo.

Inoltre, l’abitudine delle donne incinta di fumare viene associata ai parti prematuri, al cattivo inserimento della placenta, alla gravidanza ectopica, alal dispersione placentare, all’emorragia vaginale o all’aborto.

Sanguinamento

Le cause per la quali si verifica un sanguinamento durante la gravidanza sono multiple, e anche se il sangue è solitamente un sintomo molto allarmante, non sempre deve essere motivo di preoccupazione, per questo bisogna essere informati sulle possibilità di sanguinamento che esistono. Ci sono studi che affermano che una donna ogni cinque perde sangue nel primo trimestre della sua gravidanza, senza che rappresenti un problema per la madre nè tantomeno per il feto.

Nelle prime dodici settimane di gravidanza il rischio di aborto è molto alto, ma questo non vuol dire che una perdita di sangue stia a significare ciò. Questi piccoli sanguinamenti all’inizio del processo di gestazione possono verificarsi per diversi motivi, come per esempio un cambiamento ormonale, un’infezione o mantenendo rapporti sessuali. In nessun caso deve per forza rappresentare una prova o un sintomo di aborto.

In caso in cui il sanguinamento sia abbondante o troppo frequente, allora si può iniziare ad essere preoccupati, per questo accendere il campanello di allarme e consultare il proprio specialista sarebbe la cosa migliore da fare in queste situazioni. In qualsiasi caso, sia una piccola macchia o una sanguinamento abbondante, rivolgiti sempre al tuo medico, saranno infatti gli esperti quelli che potranno informarti sull’esatta causa che ti ha portato a senguinare e dei problemi che puoi avere o meno.

Come dicevamo, il sanguinamento è molto comune durante la prima metà della gravidanza, e solo il 3% delle donne che presentano delle perdite finiscono per essere casi di aborto, non devi quindi allarmarti se ti trovi in questa situazione. È una percentuale molto bassa e ogni giorno la comunità scientifica lavora per poter abbassare il più possibile questa percentuale.

Toxoplasmosi

È causata da un parassita chiamato Toxoplasma gondii. Anche se la toxoplasmosi è una delle infezioni dell’essere umano più frequente al mondo, nella maggior parte dei casi passa inosservata. I sintomi di questa infezione sono molto simili a quelli dell’influenza e si manifestano una volta nella vita. Ciò nonostante, il parassita rimane all’interno del corpo, anche se, essendo inattivo, passa inosservato. Il problema si presenterà, se arriva, nel momento in cui qualcosa non funziona correttamente nel nostro sistema immunologico e torni ad attivarsi questa infezione.

Quando una donna ha sviluppato l’immunità all’infezione, tra i 6 e i 9 mesi prima di rimanere imbarazzata, è molto raro che ci sia il pericolo di trasmettere l’infezione al bambino. Al contrario, quando una donna incinta contrae la malattia per la prima volta, esiste un 40% di probabilità che possa trasmettere l’infezione al feto.

Ad ogni modo, la gravità della malattia dipenderà sempre dalla situazione riscontrata dalla cartella clinica della madre, se ha sofferto o meno di questa infezione in passato e dall’evoluzione del bambino, ovvero, quanto è avanzata al gravidanza. In qualsiasi caso, durante la gestazione si realizzano vari esami del sangue, per tenere sotto controllo la situazione e individuare la toxoplasmosi nel caso in cui sia stata contratta.

Si manifesta nei bambini affetti in mesi o anni dopo la nascita. Tra l’80% e il 90% sviluppano significative infezioni oculari, anche se si può tradurre in altri tipi di disfunzioni.

La malattia viene considerata una zoonosi, che significa che si trasmette dagli animali agli esseri umani, attraverso diverse vie di contagio, specialmente per mezzo delle specie feline e molto comunemente attraverso i gatti, dato che inoltre gli consideriamo animali domestiici.

Nelle donne incinta, i metodi per prevenire questa patologia sono di speciale importanza e consistono in norme generali di igene, per evitare la trasmissione per mezzo di alimenti o acqua contaminata. Si devono lavare le mani ogni volta che si toccano gli alimenti ed evitare di toccarsi gli occhi, la bocca e il naso con le mani sporche. Lavare sempre la frutta, la verdura e non consumare carne cruda o poco cotta. Evitare il contatto con i gatti e con la terra dove possano trovarsi resti di feci di questi o altri animali.

Rischi lavorativi

Purtroppo la percentuale la donne incinta che soffrono di stress continua aad essere molto elevata, sono obbligate a sollevare carichi pesanti e a stare molto tempo in piedi nel loro posto di lavoro, un peso maggiore a quello consigliato dagli esperti di salute, ma in caso delle donne incinta questo peso è tuttavia minore a quello di qualsiasi altra persona che non è in questo stato e che non ha nessun problema di salute. Questo vuol dire che bisogna fare particolarmente attenzione alle condizioni di lavoro alle quali vengono esposte le future mammme.

Esistono due leggi nel nostro paese che si occupano di regolare questo tipo di situazioni. Si tratta della Legge 31/1995 e dela Legge Organica 3/2007. Pur sembrando che in Spagna non si applicano con esatezza le normative e, nell’Indagine nazionale sulle condizioni di lavoro, non esiste alcun riferimento sui rischi ai quali sono esposte o si possono esporre le donne incinta nel loro lavoro.

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