Inseminazione artificiale (IA)

L’inseminazione artificiale è una delle tecniche di riproduzione assistita più semplici. Anche se molti credono che si tratti di una tecnologia moderna, si pensi che sono già del secolo XV i primi tentativi di impiegare questa tecnica su esseri umani. Si calcola, ad esempio, che in Spagna vengono fatte circa 23.000 inseminazioni artificiali all’anno, e la cifra continua ad aumentare.

E’ un procedimento semplice, ed il trattamento è meno invasivo che in altre tecniche più complesse di riproduzione assistita: in questa tecnica indolore non è richiesta anestesia.

Cos’è?

L’inseminazione artificiale consiste nella deposizione degli spermatozoi in modo non naturale nell’utero della donna durante il suo periodo ovulatorio, con l’obiettivo di ottenere una gravidanza.

L’inseminazione artificiale (IA) è ampiamente utilizzata; a seconda del punto esatto dell’apparato riproduttivo femminile dove viene realizzata la deposizione degli spermatozoi, abbiamo diversi tipi di inseminazione artificiale:

  • Inseminazione artificiale Intratubarica
  • Inseminazione artificiale Intracervicale
  • Inseminazione artificiale Intravaginale
  • Inseminazione artificiale Intrafollicolare
  • Inseminazione artificiale Intrauterina

L’inseminazione artificiale Intrauterina è la più utilizzata, poiché è quella che dà migliori risultati, ed è praticamente l’unica ad utilizzarsi; gli altri tipi vengono usati nel caso non sia possibile una canalizzazione della cervice uterina.

Esiste anche un’altra classificazione, che dipende dall’origine del campione di seme. Se il seme è della coppia (Inseminazione Artificiale Omologa, AIH, o Inseminazione Artificiale del Coniuge, IAC), o se è il caso di donne single, lesbiche, o coppie con un fattore maschile problematico, in cui si deve ricorrere al seme di un donatore, parliamo di un’Inseminazione Artificiale con Donatore (IAD).

Indicazioni

Questa tecnica di riproduzione assistita è utilizzata in diversi casi: nel valutare a quali pazienti si possa dirigere, è importante distinguere tra i tipi d’inseminazione artificiale. Per ulteriori informazioni sull’argomento, si rimanda all’articolo “Indicazioni“.

Inseminazione Artificiale del Coniuge (IAC)

  • Sterilità femminile per fattore cervicale.
  • Endometriosi lieve o moderata.
  • Alterazioni nel ciclo ovulatorio: nei casi di sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), anovulazione o problemi nella fase follicolare.
  • Impossibilità di depositare il seme nella vagina: eiaculazione retrograda, vaginismo, eiaculazione precoce, impotenza sessuale.
  • Fattore maschile lieve: alterazione dei parametri seminali, senza che sia estrema, poiché è richiesto un minimo di spermatozoi per poter realizzare la IA con garanzie.
  • Sterilità d’origine sconosciuta: quando le analisi precedenti non mostrano alcuna patologia determinata e i pazienti hanno parametri di fertilità normale, si raccomanda cominciare con la IA. Anche se in un primo momento non è stata diagnosticata nessuna patologia, non significa che non esista, bensí che non la si è potuta dignosticare con le analisi realizzate.
  • Sterilità con causa immunologica: incompatibilità tra l’apparato riproduttore femminile e lo sperma. Generalmente è prodotto dallo sviluppo di anticorpi da parte della donna, che distruggono gli spermatozoi. Non è una causa molto abituale, e ancora non si conosce esattamente il meccanismo attraverso il quale funziona.

Indicazione dell'IA

Inseminazione Artificiale con Donatore (IAD)

Nel caso dei trattamenti di coppia, si ricorre al seme del donatore come ultima opzione – sempre è bene prima cercare di utilizzare il seme del paziente.

  • Donne single o coppie lesbiche.
  • Malattie genetiche dell’uomo che non si possono diagnosticare mediante Diagnosi Genetica Preimpiantazionale (PGD).
  • Fattore maschile problematico: se, dopo vari cicli di ICSI, non si è ottenuta una gravidanza, e le caratteristiche della donna sono favorevoli a questa tecnica.
  • Malattie a trasmissione sessuale nell’uomo: se, dopo vari lavaggi, non si può garantire che non ci sia virus nel seme.

Requisiti

Perché una coppia possa sottoporsi ad un’inseminazione artificiale devono verificarsi delle condizioni minime, che garantiscano che questa tecnica funzioni correttamente.

In primo luogo, bisogna escludere il rischio di una possibile epatite C o B, dell’HIV, della rosolia, della sifilide e della toxoplasmosi, per garantire che non esiste rischio di contagio del partner o del futuro bambino.

Una volta garantita la sicurezza, è necessario che si dimostri la permeabilità tubarica della donna: mediante diverse tecniche, come l’isterosalpingografia o la laparoscopia, è possibile osservare se le trombe di Falloppio funzionano correttamente.

Nel caso dell’uomo, è necessario che abbia un minimo di spermatozoi: è richiesto un REM (conteggio di spermatozoi mobili) che dia un risultato superiore ai 3 milioni di spermatozoi mobili progressivi dopo la capacitazione.

C’è da tenere inoltre presente il fattore dell’età, che influisce direttamente sulle probabilità di successo o fallimento. L’età di 36 anni nella donna è, approssimativamente, da quando cominciano a diminuire le possibilità di una gravidanza. Potrete trovare in questo articolo, “Requisiti“, questo ed altri dati complementari.

Procedimento

L’inseminazione artificiale è una tecnica semplice all’interno della riproduzione assistita: consiste nello stimolare leggermente la donna e, il giorno dell’ovulazione, introdurle il seme capacitato nell’utero. In seguito viene spiegato il processo per punti.

Ciclo ovarico controllato

E’ necessario sapere in quale momento esatto del ciclo ovulatorio si trova la donna, per poter programmare il ciclo e sapere in quale preciso istante si dovrà realizzare l’inseminazione.

Nelle donne che ovulano senza problemi non è necessaria una stimolazione del ciclo ovarico, però è raccomandabile, poiché aumenta le possibilità di ottenere una gravidanza.

Per la stimolazione ovarica si utilizzano una serie di ormoni – i più utilizzati sono le gonadotropine. E’ raccomandabile controllare il numero di follicoli stimolati, perché un numero elevato può produrre gestazioni multiple. Per questo motivo, la stimolazione dev’essere leggera ed essere continuamente controllata.

Ciclo ovarico stimolato per l'inseminazione artificiale

Induzione dell’ovulazione

Una volta visto che i follicoli hanno uno sviluppo ottimale (18 mm di diametro), si somministra l’ormone hCG per dar luogo all’ovulazione, che si produce nelle 36-48 ore seguenti.

Per tanto, una volta somministrato l’hCG, l’inseminazione dev’essere programmata per questo arco di ore: alcune cliniche realizzano due inseminazioni consecutive per coprire meglio l’ovulazione.

Capacitazione del seme

Per ottenere un campione di seme in buone condizioni è consigliabile che l’uomo non abbia avuto rapporti per 4 giorni. Nel caso del seme di un donatore, la clinica s’incaricherà che sia idonea per l’inseminazione.

Il campione di seme dev’essere capacitato: con questa tecnica si eliminano le proteine ed altri resti di seme, perché restino solo gli spermatozoi con una buona mobilità.

Inseminazione intrauterina

All’interno dell’arco di ore in cui si produce l’ovulazione si realizza l’inseminazione propriamente detta. Si raccolgono gli spermatozoi capacitati in una cannula e s’iniettano nella cervice della donna; può realizzarsi direttamente o con la guida di un’ecografia, perché la paziente possa vederlo. Questo procedimento è indolore, e, dopo un’ora di riposo dall’inseminazione per precauzione, la donna può abbandonare la clinica.

Inseminazione intrauterina nella IA

Apoggio nella fase luteale

Generalmente si somministra progesterone per via vaginale per supportare la fase luteale, in modo che sia più facile che avvenga l’impianto dell’embrione.

Risultati

Nei risultati della IA intervengono molti fattori, come l’età della donna, lo spessore del suo endometrio, la qualità dello sperma, il tempo di sterilità… E’ molto importante includere nel trattamento i pazienti adeguati.

L’efficacia dei risultati varia tra le cliniche; la percentuale di gravidanza di una donna con meno di 35 anni che si sottopone ad un ciclo con il seme del partner varia tra il 13 e il 25%, a seconda del centro (mentre per quanto riguarda il seme di un donatore, la cifra è attorno al 18-29%).

Vari studi dimostrano che è raccomandabile realizzare una serie d’inseminazioni consecutive, se non si riesce ad avere una gravidanza. Quello che più si raccomanda è di realizzare 4 cicli d’inseminazione, e, se non si ottiene la gestazione, passare ad un’altra tecnica di riproduzione assistita. La percentuale accumulativa di gravidanza in questi quattro cicli è del 50-60% di gravidanze con il seme del partner, e di 60-70% con il seme di un donatore.

Per una sintesi di tutti questi dati, potete consultare l’articolo sui “Risultati dell’Inseminazione Artificiale“.

Percentuali di successo e risultati dell'IA

Vantaggi

Il principale vantaggio dell’inseminazione artificiale è che si tratta di una tecnica semplice; nel caso della donna è importante, visto che in questo procedimento non si richiede un intervento chirurgico, come nel caso dell’IVF, non c’è bisogno d’anestesia e il processo è indolore.

Un altro vantaggio importante è il costo. Essendo una tecnica meno complessa, il prezzo diminuisce considerevolmente, se comparato ad altri trattamenti che richiedono maggior strumentazione o un’équipe medica.

Qui la lista dei vantaggi: “Vantaggi dell’Inseminazione Artificiale“.

Problemi

Anche se è ogni volta minore il numero di problemi associati all’inseminazione artificiale, a volte possono prodursi complicazioni varie, como:

  • Sindrome da Iperstimolazione ovarica: si produce per eccesso di risposta agli ormoni nei follicoli; le stimolazioni di IA sono di solito leggere, e si controlla in ogni momento mediante ecografia: quando può esserci il rischio di un’iperstimolazione, si cancella il ciclo.
  • Gravidanza multipla: per la stimolazione di vari follicoli, possono prodursi gestazioni multiple, soprattutto in donne giovani; le cliniche si sforzano sempre più per evitare questa situazioni, poiché una gravidanza multipla implica molti rischi durante la gravidanza ed il parto. In donne con meno di 35 anni, il somministro di hCG dovrebbe essere sospeso se esistono più di 5 follicoli di 12 mm, o più di 3 di 15 mm.

Svantaggi dell'inseminazione artificiale: gestazione multipla.

  • Gravidanza ectopica: esiste un rischio del 4% con l’inseminazione artificiale, mentre in un ciclo naturale sarebbe dello 0,8%.
  • Aborto: il rischio c’è principalmente nelle prime settimane di gestazione, con una percentuale del 20%.
  • Infezioni: sono molto poco frequenti, 0.07% in ogni inseminazione, grazie ai protocolli di asepsi e sterilità delle cliniche di riproduzione assistita. Possono anche darsi infiammazioni pelviche, o problemi immunologici.

Se volete consultare la lista degli inconvenienti che questa tecnica può provocare, ecco l’articolo “Problemi dell’Inseminazione Artificiale“.

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