Ematomi intrauterini in gravidanza

Una gravidanza su tre presenta perdite di sangue nel primo trimestre di gestazione. Ciò può essere causato da un problema minore, o può essere un sintomo del fatto che qualcosa non va bene. Una delle cause più comuni, durante i primi mesi di gravidanza, sono gli ematomi uterini o interdeciduotrofoblastici.

Cosa sono gli ematomi intrauterini?

Sono strutture, a forma di mezza luna o di cuneo, tra il tessuto corionico e la parete uterina, o le membrane fetali (tra il tessuto che si crea per la gravidanza e gli strati più superficiali dell’utero). Appaiono quando si producono piccoli versamenti di sangue all’interno dell’endometrio, tra questi strati. A seconda della loro localizzazione, si classificano in:

  • Retroplacentari.
  • Subcorionici.
  • Marginali.
  • Sopracervicali.

Ematoma interdeciduotrofoblastico

Cause ematomi intrauterini

Sono varie e non sono molto chiare. Si associano a:

  • Difetti nello sviluppo del trofoblasto (monostrato di cellule che fornisce nutrienti e si sviluppa come parte importante della placenta), e le arterie a spirale incaricate di nutrire la placenta.
  • Fattori meccanici.
  • Fattori autoimmunitari.
  • Fattori ematologici.

Previsione ematomi intrauterini

Normalmente, la donna incinta rileva un lieve sanguinamento e va dal ginecologo. Il medico procede a realizzarle un’ecografia, per verificare lo stato del feto. Nel caso in cui non ci sia stato sanguinamento, l’ematoma si rileverà nelle cografie di routine.

Davanti ad un ematoma, come prevenzione, la gravidanza è considerata ad alto rischio e si raccomanda riposo; la paziente viene seguita dal medico, per osservare l’evoluzione della situazione. Normalmente, gli ematomi intradeciduotrofoblastici non causano interruzioni di gravidanza: di solito si riassorbono e scompaiono, anche se, se l’ematoma è molto grande, ci vorrà più tempo, ed il sanguinamento si prolungherà.

Il pronostico della lesione si valuta tenendo presenti due elementi principali: ubicazione e dimensioni.

Evoluzione ematoma intrauterino

Un ematoma piccolo, o non molto grande, non accompagnato da altri sintomi, ha di solito una buona evoluzione e non costituisce una minaccia d’aborto. A mano a mano che prosegue la gravidanza, la circolazione si normalizza, e la maggior parte di loro scompare gradualmente.

Un ematoma grande, localizzato in una parte complicata, come gli ematomi retroplacentari centrali grandi, in cui si produce la separazione tra il tessuto corionico e le decidue basali (strati che avvolgono la placenta), può provocare un distacco della placenta, o una rottura prematura della borsa, causando un aborto o un parto prematuro, in stadi gestazionali avanzati.

Quando il medico rileva la lesione, è importante seguire le sue indicazioni, che solitamente sono il riposo assoluto, non avere rapporti sessuali e, in qualche caso, assumere progesterone.

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