Donazione di ovuli

La donazione di ovuli è un atto altruista in cui una donna giovane e sana decide di donare i propri ovuli presso una clinica di riproduzione assistita, perché altre donne o coppie con problemi di fertilità femminile possano utilizzarli con la fecondazione eterologa.

Questo processo è più complicato della donazione maschile, poiché viene praticato un piccolo intervento chirurgico (puntura follicolare), per estrarre gli ovociti. Perché il processo si realizzi, la donatrice deve recarsi in più occasioni alla clinica per fare tutte le analisi previe all’operazione: per questa ragione, viene loro riconosciuto un compenso economico (rimborso spese) per il disturbo.

Cos’è la donazione di ovuli?

Si tratta di un processo in cui, grazie a donne giovani e sane che donano parte dei propri ovuli, altre donne con problemi d’infertilità riescono a rimanere incinte. E’ una donazione che s’intende come altruista, anche se, per il tempo che richiede alla donatrice e le complicazioni legate agli spostamenti etc., viene riconosciuto un compenso economico per il disturbo.

Rappresenta una buona soluzione non solo per le donne sterili, come precedentemente commentato, ma anche per coloro che, in età avanzata, desiderino avere una gravidanza tardiva, ma i loro ovociti non hanno più la qualità necessaria raccomandata.

Requisiti per la donazione di ovuli

Procedimento di ovodonazione

Compenso economica per la donazione di ovuli

In Italia non è permessa la commercializzazione di ovociti; tuttavia, esistono una serie di scomodità e fastidi (una media di 23 visite al mese, trattamenti, etc.) che sono di solito remunerati da parte delle cliniche presso cui si donano gli ovuli.

Rischi della donazione di ovuli

Si tratta di un processo indolore, realizzato sotto sedazione, e i fastidi occasionati sono familiari alle donne, poiché molto simili ai dolori mestruali o ai disturbi tipici di una citologia. Inoltre, la donazione di ovuli non compromette in assoluto la fertilità futura della donatrice.

Il lasso di tempo tra una donazione e l’altra è di 2 mesi, e diversi studi assicurano che la maggior parte delle donatrici ripete l’esperienza, dopo il periodo di riposo consigliato.

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