Ovodonazione negli Stati Uniti

La donazione di ovuli è un trattamento di riproduzione assistita che permette a molte donne di realizzare il sogno di formare una famiglia quando non possono riuscirci con i propri ovuli.

Negli Stati Uniti è permessa sia la donazione anonima che conosciuta e semi-conosciuta. In ognuno dei tre casi, ogni donna che desidera essere donatrice dovrà soddisfare una serie di requisiti contrassegnati dalla Società Americana di Medicina della Riproduzione (ASRM).

La ASRM segna il limite di donazioni in 25 figli per donatrice in un area di circa 800.000 abitanti.

Quando si necessità la donazione di ovuli?

Le ragioni principali che possono portare una donna a ricorrere alla donazione di ovuli per avere una progenie sono le seguenti:

  • Insufficienza ovarica o bassa riserva ovarica
  • Portatrice di una malattia genetica
  • Fallimento ripetuto in trattamenti di FIV
  • Età materna avanzata

L’insufficienza ovarica fa riferimento alla perdita di attività da parte delle ovaie per quanto riguarda la produzione di ovuli. La mancanza di una funzione ovarica può essere congenita come nei casi di menopausa precoce, problemi di anovulazione, assenza di ovaie, fallimento ovarico prematuro, ecc., o anche acquisita come nel caso di donne alle quali hanno dovuto rimuovere le ovaie come risultato di una malattia o che hanno subito un trattamento oncologico come la chemioterapia.

Quando una donna è portatrice o soffre di una malattia genetica grave che rischia di essere trasmessa ai propri figli può fare ricorso alla donazione di ovuli per avere figli sani, indipendentemente dal fatto di avere o meno problemi di infertilità.

Anche quando non si conosce la causa principale per la quale non si riesce a rimanere incinta e non si ottiene un esito positivo dopo vari cicli di FIV, si è soliti ricorrere alla donazione di ovuli, poichè si sospetta che questi non siano validi per la gravidanza.

Infine, va ricordata l’età della madre. Man mano che la donna avanza con gli anni, la sua riserva ovarica va diminuendo non solo in quantità, ma anche in qualità. A partire dai 40 anni c’è un aumento importante della possibilità di alterazioni genetiche negli embrioni.

Come si selezionano le donatrici?

Quando una donna vuole diventare una donatrice deve soddisfare una serie di requisisti che ne confermino l’idoneità. Perciò dovrà:

  • Godere di buona salute
  • Superare i test psicologici realizzati da professionisti di salute mentale.
  • Essere maggiorenne, preferibilmente tra i 21 e i 34 anni. Se ha meno di 21 anni verrà richiesta una valutazione personale straordinaria. Nel caso in cui invece abbi più di 34 anni, la ricevente dovrà esserne a conoscenza nel consenso informato.
  • Realizzare una cartella clinica completa, sia personale che sessuale, al fine di escludere donatrici che possano presentare il rischio di aver contratto l’HIV o altre malattie sessualmente trasmissibili.
  • Che la donatrice sia già madre non è necessario, anche se sicuramente conveniente.
  • Sottoporsi ad una serie di valutazioni genetiche basate sul quadro clinico familiare che confermino l’assenza di antecedenti di malattie ereditare.
  • Se si effettuerà una donazione di tipo condivisa, ovvero, se gli ovuli della donatrice saranno ricevuti da più di una paziente, la donatrice dovrà approvarlo nel consenso informato.
  • Superare una serie di esami medici specifici: cariotipo, esame sierologico, test biochimici, anaisi genetica, ecografia…
  • Il personale del centro di riproduzione assistita (proprietario, direttore di laboratorio, operatori o altri altri impiegati che intervengono nel processo) non potrà agire come donatore così come qualsiasi professionista della banca di ovuli che abbia un interesse economico.

Oltre a queste particolarità, è importante che la futura candidata come donatrice sappia che sarà scartata per la donazione in caso risponda ad alcune delle seguenti delle situazioni:

  • Amministrazione di droghe per ragioni non mediche nei 5 anni precedenti.
  • Donne con emofilia o con qualche altra alterazione della coagulazione sanguigna.
  • Avere mantenuto negli ultimi 5 anni relazioni sessuali con uomini che hanno avuto rapporti sessuali con un altro uomo o per soldi. Saranno escluse anche quelle donne che hanno avuto negli ultimi 12 mesi relazioni sessuali o un contatto idoneo alla trasmissione, con uomini affetti da HIV, epatite B o C…
  • Donne che si sono sottoposte a tatuaggi o piercing negli ultimi 12 mesi in condizioni di sterilizzazione non adeguate.

Questi sono i motivi più comuni per i quali una donna non viene accettata per la donazione, anche se esistono altre ragioni più specifiche, le quali, allo stesso modo degli esami medici concreti che si effettuano alle donatrici, potrai trovare in maniera dettagliata nella pagina web della Società Americana di Medicina della Riproduzione.

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