Criptorchidismo

Il criptorchidismo, o mancata discesa di un testicolo, è un’anomalia congenita, un difetto di nascita, in cui uno o entrambi i testicoli non scendono, seguendo il tragitto normale, durante lo sviluppo del feto.

I testicoli rimangono nella cavità addominale, o nel canale inguinale, invece di arrivare allo scroto, che è dove dovrebbero trovarsi al momento della nascita.

Questa anomalia si riscontra nel 3-4% dei neonati a termine, e nel 20-30% nei bambini nati prematuri. Nell’80% dei casi, il criptorchidismo è unilaterale, cioè colpisce un solo testicolo, e più spesso il sinistro.

Nella maggior parte dei casi, la discesa del testicolo avrà luogo in modo spontaneo, tra i primi 6 e 12 mesi di vita del neonato.

Per quanto riguarda i sintomi, di fatto, il criptorchidismo è asintomatico: l’unica cosa che il paziente nota è il sacco scrotale vuoto.

Cause di criptorchidismo

Il criptorchidismo, o testicolo occulto, può essere originato da:

  • Un’anomalia anatomica, come un’anomalia del Gubernaculum (un legamento dell’epididimo in cui s’inserisce il testicolo).
  • Un ostacolo meccanico durante la migrazione del testicolo, dei vasi o dei nervi spermatici, o anche un canale inguinale molto stretto.
  • Un’ostruzione dell’orifizio dello scroto.
  • Difetto o insufficienza ormonale, poiché sono necessarie gonadotropine per lo sviluppo normale dell’apparato genitale.
  • Mancanza di pressione addominale.
  • Cause genetiche: sindrome di Prader-Willi, sindrome di Kallman, ecc.

Testicolo occulto

Diagnosi di criptorchidismo

La diagnosi si effettua generalmente per palpazione del sacco scrotale, e in seguito della zona addominale e del canale inguinale, in cerca del/dei testicoli. Questo esame fisico si realizza al momento della nascita, o poco più tardi, in una visita di routine del bambino.

Nel 15% dei casi, il testicolo è difficile da localizzare e bisogna realizzare qualche prova complementare, come un’ecografia addominale. Se con questa prova non si riesce a trovare, si possono effettuare ulteriori test:

– Ultrasuoni.
– TAC, o tomografia computerizzata.
– Risonanza magnetica.

Se non si riesce a localizzare i testicoli tramite nessuna di queste prove, sarà necessario ricorrere alla chirurgia, generalmente mediante laparoscopia. Normalmente, questa chirurgia si realizza tra il primo e il secondo anno di vita del bambino, sempre che non ci sia un’ernia associata, nel qual caso è necessario intervenire prima.

Rischi e complicazioni del criptorchidismo

I principali rischi derivati dal criptorchidismo sono:

  • Sterilità: perché avvenga una corretta spermatogenesi (produzione di spermatozoi), i testicoli devono trovarsi ad una temperatura inferiore a quella corporale: è per questo che si trovano nel sacco scrotale, a 33ºC. Una temperatura superiore può causare la morte delle cellule germinali.
  • Cancro al testicolo: le persone che hanno sofferto di criptorchidismo hanno un maggior rischio di sviluppare un tumore al testicolo per atrofia, o per qualche squilibrio ormonale.
  • Ernia inguinale: può svilupparsi nel 65% dei casi.
  • Inferiori dimensioni testicolari: a causa di quest’anomalia, il testicolo non cresce in modo normale; la sua crescita è ritardata dal fatto che non si trova all’interno del corpo.
  • Torsione testicolare: questi bambini sono più soggetti al fatto che il cordone spermatico soffra una torsione, ed interrompa così l’irrorazione sanguinea nel testicolo.
  • Effetti psicologici nell’uomo adulto.

Trattamento del criptorchidismo

Se il testicolo non scende in modo spontaneo durante i primi 12 mesi di vita, sarà necessario ricorrere ad un trattamento, per evitare lesioni future.

Esiste un trattemento medico con ormoni, beta hCG o testosterone, che stimolano la discesa, e che però sono in disuso per i loro effetti secondari.

La chirurgia, chiamata orchiopessi, è il trattamento più frequentemente impiegato, ed è il più efficace. Questa chirurgia si effettua di solito prima dei 2 anni d’età.

Esistono diversi studi che abbordano la relazione della chirurgia con la fertilità posteriore e il rischio di sviluppare un tumore testicolare. In entrambi i casi, gli interventi realizzati in giovanissima età ebbero un miglior risultato, tanto nel recupero del volume testicolare (e dunque nella fertilità dell’uomo adulto), quanto in un rischio inferiore di avere un cancro.

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