Coito programmato

Il coito programmato è una tecnica semplice di riproduzione che si raccomanda a coppie cui non è stata diagnosticata una sterilità, o che hanno una sterilità legata a cause sconosciute.

Si consiglia nei casi di donne con disfunzione ovulatoria, la cui permeabilità tubarica è in buone condizioni, ed il seme dell’uomo presenti dei parametri normali. S’impiega anche quando, per motivi morali o religiosi, la coppia non vuole ricorrere a tecniche di fecondazione in vitro o inseminazione artificiale.

Coppia

Sincronizza l’ovulazione con le relazioni sessuali: consiste, da una parte, nel migliorare l’ovulazione naturale della donna e nel preparare l’endometrio con una stimolazione ovarica, e, dall’altra, nel determinare la data dell’ovulazione per indicare alla donna i giorni più appropriati per avere rapporti.

Esistono vari metodi:

Ciclo naturale

In qualche caso non s’impiegano farmaci, si controlla solo la crescita follicolare mediante ecografie. Il picco dell’ormone luteinizzante (LH) endogeno, presente prima dell’ovulazione, indica il momento appropriato per il coito, poiché contribuisce al reclutamento e alla maturazione degli ovociti. La quantità di LH si misura dal sangue o dalle urine in modo ripetuto, a partire dal nono giorno della mestruazione.

Stimolazione ovarica

La donna si sottopone, durante 8-14 giorni, ad un’iniezione subcutanea o intramuscolare quotidiana di gonadotropine FSH e hMG, due ormoni che agiscono sulle ghiandole sessuali.

Si effettuano controlli regolari con ecografie ed analisi del sangue, per controllare la crescita e la maturazione dei follicoli: è così possibile determinare il giorno migliore per il coito.

A volte si somministra anche citrato di clomifeno per via orale, e farmaci antiprolattinici per trattare i problemi ovulatori nella donna.

Sette gemelli

I rapporti sessuali programmati riducono lo stess che comporta l’attesa di un trattamento, e migliorano molto le percentuali di gravidanza nelle donne con disovulazione (ovulazione deficiente o irregolare). Il maggior inconveniente è che la percentuale di successo è bassa, inferiore al 10%.

Si consiglia di provare questa tecnica durante 3 o 4 mesi, poiché la maggior parte delle gravidanze con questo metodo si ottiene proprio nei primi mesi.

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